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Melissano,
come tutti gli altri paesi del Salento, possiede nel
suo centro storico le “case a corte”. Una tipologia
abitativa che è riscontrabile in altre aree del
Mediterraneo e che le troviamo riscontrate dal XV
secolo in poi.
L’elemento
caratterizzante è la corte, uno spazio centrale
aperto dove gli abitanti della case attigue,
generalmente tra parenti, si familiarizzava e si
tramandava la cultura secolare salentina. Infatti,
se per esempio il griko si è tramandato sino ai
nostri giorni è proprio grazie alla familiarità che
esisteva tra nonni, genitori e figli in questi spazi
aperti e che ora non c’è più.
Questo
spazio aperto era separato dalla strada da un
piccolo portale: una volta entrati si trovava una
pila per lavare gli indumenti, un pozzo e un bagno,
tutti quanti elementi in comune.
Dall’altro
lato si può trovare un piccolo giardino, dove si
poteva coltivare qualcosa oppure con una fossa
adibita a scarico; le case più ricche avevano anche
“lu sappuertu”, un vano con volta a botte dove si
custodivano gli attrezzi agricoli, recipienti tipo
capase, e le dispense tipo i pomodori “ a pennula”.
Tutti
questi elementi le primitive case a corte non
potevano possederle in quanto le prime case a corte
sono composte da un monovano adibito ad abitazione.
Col tempo però, alla costruzione del padre si
affiancavano le costruzioni dei figli e così via;
ecco perchè alcune case a corte presentano “fuga” di
archi, determinata dalla successione di abitazioni
sulla corte. Alcune case a corte sono inoltre
costruite a due piani, probabilmente per l’esigenza
di spazio.
Le donne,
secondo la concezione dell’epoca, dovevano rimanere
chiuse in casa. Era permesso loro di affacciarsi dal
balcone, il cosiddetto mignano, (dal latino
moenianum), reintrodotto nel Salento dalle
maestranze bizantine. Da qui le donne esponevano i
loro lenzuoli più raffinati in ambito di occasioni
particolari tipo le processioni, ad ostentarne la
ricchezza; ma da qui le donne osservavano tutto,
quindi ecco spiegato la dicerie delle “pettegole”.
Melissano
ha, in piazza Mercato vecchio, due raffinati
balconi, che in realtà sono due mignani. L’epoca è
probabilmente il tardo seicento e le mensole
propongono due modelli incisi particolari tipici
dell’epoca. Altre case a corte si possono notare su
via Boccaccia, via Vittorio Emanuele, via Piave ed
altre strade del centro storico.
La loro
fine è stata decretata dagli anni del dopoguerra che
hanno introdotto il modello anonimo delle case a
schiera, facendo spopolare il centro storico: Matino
è quasi totalmente disabitato nel nucleo antico.
Un vero
peccato che molte di queste case a Melissano siano
scomparse durante l’epoca fascista per il
risanamento igienico degli anni ’30; dagli
atti notarili, soprattutto dagli atti del notaio
Trifone Milone, cogliamo la presenza di numerose
case a corte, dove lo spazio pubblico dei vicoli si
confonde con lo spazio privato. A noi spetta
riscoprire questa realtà e preservare questo
elemento abitativo che ci ha identificati per molti
secoli e che ha permesso di salvaguardare la
millenaria cultura salentina che oggi è per noi
motivo di vanto ed orgoglio.
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