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Torre campanaria o dell'orologio prima della sua
distruzione. Della Torre non resta niente essendo
stata totalmente demolita agli inizi degli anni
novanta, per costruirvi una nuova costruzione.
Risulta posizionato sul muro d'attico della facciata
i pezzi recuperati e rimontati del campanile che
conteneva la campana; questo ridicolo recupero,
dovuto a denunce e intervento della Soprintendenza
di Bari. Nella demolizione logicamente é andato
perso l'orologio ad asta solare, anche se in cattive
condizioni era ancora leggibile.
Con tutti i compagni e gli insegnanti siamo andati a
vedere il nucleo antico di Melissano. E' una zona
del paese che noi bambini frequentiamo poco. Abbiamo
visto molte abitazioni abbandonate, dove una
trentina e più di anni fa vivevano diverse famiglie.
Le porte delle abitazioni davano direttamente sulla
strada, alcune avevano una piccola "corte" o un
giardino interno.
Siamo passati per Piazza Mercato Vecchio dove c'è la
chiesa dell'Immacolata e l'ex chiesa di S. Antonio.
Sembrava un luogo quasi desolato, abbiamo notato la
saracinesca arrugginita e serrata di un negozio di
alimentari che ha esercitato la sua attività fino a
circa trenta anni fa secondo alcune testimonianze di
persone più anziane.
Sulla piazza si affaccia una casa a due piani,
risalente al 1700 circa, abbiamo potuto osservare
una porta che assomiglia più ad una finestra perché
era un po’ rialzata rispetto al piano della strada:
serviva a permettere lo scarico dell'uva, raccolta
durante la vendemmia, all'interno, in una grande
vasca dove, poi, veniva pigiata con i piedi.
Proseguendo per via Castello, sulla sinistra, alcune
scalinate permettevano agli abitanti di scendere "sutte
e puzze "dove potevano prendere l'acqua, per le
necessità giornaliere, dai pezzi che esistevano sul
posto sin dai tempi più antichi.
In via Castello abbiamo constatato l'esistenza di
una piccola bottega di "Mesciu Alfredo": un signore
molto anziano che costruiva "margiali" cioè manici
per zappe, rastrelli e altri attrezzi per il lavoro
dei campi.
Attrezzi oggi usati poco e per lavori brevi, in
quanto l'impiego di attrezzature meccaniche li hanno
sostituiti quasi completamente rendendo il lavoro
nei campi meno faticoso di quello di un tempo.
Sempre in questa zona, in via Venezia abbiamo visto
la bottega di un "ciabattino" che esercita ancora la
sua attività in quella stradina stretta, proprio
come faceva un tempo.
In via Volta c'è ancora il locale, ora un garage,
dove lavorava "mesciu Magiccu scarparu" ormai morto,
la cui moglie, anche lei ormai scomparsa cuciva "mbuttite"
a mano per il corredo delle giovani spose
melissanesi.
Siamo in fine passati per Piazza Marconi che, fino a
vent'anni fa, costituiva il centro di un intensa
attività commerciale quando era giorno di mercato
coperto, funzionante fino agli anni '70, oggi
adibiti a deposito e a bangi pubblici inutilizzati.
Dall'osservazione e dalle informazioni di alcuni
anziani abbiamo capito che anticamente le persone
svolgevano il loro mestiere in piccole botteghe dove
conservavano gli attrezzi e i materiali e svolgevano
la loro attività generalmente sulla strada accanto
alla porta di casa appoggiandosi a tavolini di legno
o per terra. Gli "artieri" cioè coloro che
praticavano un mestiere nella bottega, sono ormai
quasi tutti scomparsi, i pochi rimasti sono persone
anziane che lavorano ancora non certo per
guadagnarsi da vivere, come un tempo, ma perché
affezionati al loro lavoro.

Palazzo del 1823 di proprietà Ricchello
Palazzo Panico, sito dove
anticamente sorgeva il castello dei Per
Questo lavoro concesso gentilmente dalle classi
terze medie dell'anno scolastico 1998/99, testimonia
il degrado in cui il paese va incontro.
L'urbanistica a suo tempo spontanea del centro
antico, è stata profondamente rimaneggiata già dal
risanamento igienico di epoca fascista. L'antico
castello, l'antico calvario, la meridiana, sono solo
alcuni monumenti oggi non più esistenti e che un
tempo "inframmezzavano" le piccole abitazioni. Oggi
rimangono solo l'ex chiesa S. Antonio (XVI secolo),
la chiesa dell'Immacolata (XVII secolo) e i palazzi
Nassisi, Fasano e Monsellato.
Balconi su via Montecristo
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