Facciata della chiesa

Il complesso con masseria, chiesetta e frantoio sorgeva lungo la via di origine romana che univa Ugento a Racale lungo le antiche masserie Cupelle, Li Furnari e appunto Cucuruzza; attualmente è in via di ristrutturazione per essere adibito a centro agrituristico.

La masseria negli anni 60 (da Q. Scozzi)

La masseria sorge su un'altura ("cucurizzu", donde deriva il nome), ed è un complesso rurale in discrete condizioni; caratteristiche sono le feritioie esistenti nei vani del piano primo realizzate per una visione totale del territorio circostante in previsione di eventuali attacchi.

Interno della masseria

Presenta un'interessante chiesetta molto probabilmente del cinquecento o primo decennio del seicento, priva ormai di ogni elemento decorativo, con "l'altare ormai completamente sventrato da demoniaci ricercatori di lasciti" ("acchiatture"). Sopra l'entrata possiamo notare un ballatoio dove i proprietari potevano assistere alla messa senza mescolarsi coi servi mentre tracce di elementi decorativi floreali ornano l'altare.

Il frantoio noto come "Titomba" presenta una lastra di copertura con una data incisa sotto una croce: 1618. Il sinonimo "Titomba o Titombe" potrebbe rivelare la presenza di una necropoli nelle immediate vicinanze in quanto, come già sopraccennato, il complesso si inseriva su una strada antica e probabilmente in quel punto sorgeva l'antico casale di Ruggiano. Soltanto alcuni saggi potranno svelare maggiori informazioni in merito alla questione.

L'interno della chiesetta

Casella di testo:

La masseria Cucuruzze