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La porta che permette l'accesso
Ex chiesa della
Madonna del Carmine
Di detta chiesa non
c'è da trattare nulla visto che il luogo non svolge
la sua funzione originaria e che adesso appartiene
alla famiglia Nassisi che lo utilizza come
magazzino.
Particolarmente
venerato in questa cappella era il giorno del giovedi santo, detto
comunemente "Sabburchi".
Costruita dalla
famiglia Corvaglia, in memoria di due fratelli
folgorati da un fulmine (un sacerdote dell'età di 49
anni, e il fratello di 41), il grave evento avvenne
il 20 Settembre 1888; si costruì pertanto la cappelletta in
luogo attiguo all'infausto locale un paio di anni
dopo.
Sul fronte dell'edificio fu dipinta l'effige di
Sant'Antonio in una nicchia e in un'altra S. Luigi
Gonzaga,
che ancora oggi si possono notare ovviamente
deteriorate dalle calamità naturali e dall'incuria
degli uomini.
Particolare risulta
l'iconografia del santo protettore, sicuramente un
esempio di culto derivato in quanto l'immagine
riproposta ritrae la statua settecentesca custodita
ora nella chiesa madre.

Le nicchie raffiguranti i due santi
Nell'interno vi è un
altare in pietra leccese e alcune immagini di
Santi.
Il
complesso versa in condizioni pietose e meriterebbe
il pieno recupero (sarebbe auspicabile che il comune
incamerasse il bene per ristrutturarlo e
trasformarlo in un contenitore culturale).

Statua custodita in chiesa madre
riprodotta nella nicchia della chiesa del Carmine
La
chiesetta di S. Donato
E' sita su
via Bologna e fu
costruita nel 1947 da Rosario Spennato in onore del
Santo al quale è dedicata. La cappella è larga 4 m e
lunga m 5. Ha un bel altare e discrete pitture del
racalino Silvestri, autore di alcune campiture anche
nella chiesa madre.

Interno
Madonna tu
Ndriolu
Era una
delle più antiche edicole di campagna, essendo
costruita intorno al 1600 "in pietra e conci di
tufo, nel fondo "Andrioli, da cui prese il nome".
Meta di numerosi e pii pellegrinaggi ne sopravvive
solo il lato murario est, con alcune labili tracce
di affresco, dove si indovina una Madonna della
Vittoria e un Sant'Antonio Abate o Sant'Elia.

Esterno

Tracce di affresco
Cappella
della Cucuruzza
La cappella si
compone di un unico vano addossato su un lato sulla
masseria
della Cucuruzza facendo parte integrante della
stessa. Priva di decorazioni, presenta frontalmente
entrando un altare semidemolito abbellito da
decorazioni floreali a rilievo in gesso, una piccola
porticina entrando sulla destra conduce in un
piccolo vano a servizio della chiesetta;
internamente sulla parte alta della porta d'ingresso
é sistemato un ballatoio che guarda all'interno
della cappella come una sorta di matroneo, con otto
posti a sedere circa, a cui si accede dai vani
dell'abitazione del piano primo. Le realizzazione di
tale chiesa è del 1600 se non di data anteriore come
testimonia lo stile dell'altare e le tracce
dell'insediamento con un frantoio che reca
l'incisione del 1618.

Cappella
dei Coloni
Sita adiacente alla
masseria
omonima, più che cappella, l'edificio ha la forma di
una graziosa chiesetta. Sorta nel '600 era spesso
effettuato il rito liturgico festivo ed era
intitolata alla Vergine del Rosario. Attualmente si
presenta in condizioni pietose con serio rischio di
crollo e privo di ogni elemento decorativo. Ha
svolto la sua funzione sino a che non ha funzionato
l'omonima masseria.

Esterno della chiesetta dei Coloni
Edicola di San Rocco
Costruita nel 1947 da
Quintino Manni è sita in via Tote. Purtroppo le
belle tele sono state "tagliuzzate" da giovani
scapestrati. Attualmente vi sono solo le immagini
stampate, su semplice carta, di alcuni santi.

La piccola edicola di S. Rocco
Edicola dedicata alla
Madonna
E' piccola e sorge su
via Parati. Fu costruita dalla devota Cosima Troisi
nel 1950, ma nel 2000, risaltando l'insensibilità
dei proprietari, è stata completamente rifatta con
pessime pitture. La cappella conteneva gli affreschi
della Madonna Addolorata, di S. Antonio e di S.
Luigi.

La nuova edicola
Edicola del Carmine
Tale edicola è stata
probabilmente costruita nella fine del 1800 e nella
fine di novembre 2000 è stata distrutta da due
ragazze di Casarano in base a delle attendibili
testimonianze, anche se i carabinieri non hanno
ricevuto nessuna denuncia.

I ruderi senza la croce
L'autore
dello scempio potrebbe anche essere qualche
funzionario addetto allo smaltimento stradale visto
che la strada la stavano allargando e che non è
difficile burocraticamente buttare a terra un
edifico del genere. Da notare che due giorni dopo
l'accaduto la pregevole croce in pietra leccese e
che sovrastava la cappelletta è sparita.

Recentemente la cappella è stata ricostruita nelle
vicinanze dell’antica ubicazione con gli affreschi
del Marsano, ritraenti i santi che decoravano
anticamente la cappella, cioè S. Rocco, la Madonna
col Bambino e i S. Medici.
Ricostruita
nel gennaio 2002, presenta essenzialmente le linee
della costruzione precedente e si deve alla
devozione di Spennato Rocco.
La nuova
costruzione così continuerà a richiamare sicuramente
le persone devote del paese, ma essendo questa un
falso storico, testimonierà l’incuria e
l’insensibilità che regna a Melissano per il bene
culturale.
Edicola Madonna della
Pila
Questa edicola votiva
è tornata recentemente alla memoria dei Melissanesi
grazie ad una campagna di sensibilizzazione da me
prodotta attraverso emittenti locali e pubblicazioni
di articoli su varie testate.
Essa ricorda un
evento caro nella memoria dei Melissanesi. La
leggenda narra che gli abitanti di Casarano si erano
tanto invaghiti della Madonna di Melissano al punto
di portarla via di nascosto; arrivati però a metà
via la statua diventò pesante e i casaranesi non
riuscirono più a trasferirla. Nel ricordo di tale
evento si è costruita un'edicoletta che ricordasse
l'accaduto. In realta sembra che l'icona fosse ben
più antica e cioè da collegare al culto bizantino.
Giova notare che
recentemente è stata recuperata la pietra dove era
raffigurata la Madonna, la quale era stata trafugata
da alcuni anni e giace nella casa di un privato in
attesa che, dopo l'adeguato restauro, possa essere
ripristinato il culto.

La Madonna nella sue vecchie condizioni
Le fasi del suo recupero
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