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Da “Il nuovo quotidiano” 28/02/2007 Finisce dinanzi al Tar la querelle della farmacia comunale Finisce nelle aule del Tar di Lecce la gara pubblica bandita dal comune di Melissano, per la scelta del socio privato di minoranza nella costituenda società mista a responsabilità limitata (51% pubblico 49% privato) che dovrà gestire il servizio di farmacia comunale. Ad impugnare tutti gli atti prodotti fino ad oggi sono stati diversi avvocati salentini. Uno tra questi è Andrea Memmo di Lecce che cura gli interessi di una delle partecipanti alla selezione (vinta dal dottor Emanuele Vergari di Nociglia con una valutazione di 27,65), la dottoressa Flavia Marzano di Racale, giunta quattordicesima (punteggio 16,40) e che ha adito le vie legali dopo aver letto la graduatoria definitiva pubblicata all’albo cittadino l’otto gennaio scorso. Con il ricorso è stata contestata l’assoluta genericità ed indeterminatezza del bando di gara per la presentazione di progetti (pubblicato il 14 ottobre 2006 e passato poi al vaglio della commissione dal 5 dicembre) che <<non indicava in maniera specifica e dettagliata>> quale dovesse essere il contenuto dell’offerta tecnica presentata da ciascun concorrente e <<quali fossero gli elementi della stessa offerta rilevanti e valutabili da parte della commissione di concorso>>. Secondo la tesi sostenuta dall’avvocato Memmo “da una parte non si sarebbero messi i concorrenti nelle condizioni di conoscere il contenuto dell’offerta da presentare, dall’altra si sarebbe lasciata <<ampia ed incondizionata discrezionalità di giudizio, e addirittura possibilità di arbitrio alla commissione nella scelta del socio dell’amministrazione nella costituenda società mista>>. E quello che apparrebbe ancor più rilevante, secondo i ricorrenti, sarebbe “il peso assolutamente preponderante dato dal bando all’offerta tecnica (modalità di gestione del servizio) rispetto a quella economica (compenso “al ribasso” del direttore)”. Per la prima era previsto un massimo di venti punti, per la seconda solo di sette. A ciò, continua il legale, si aggiunga che <<viziata da illegittimità>> sarebbe stata “altresì la nomina della commissione che ha espletato tutte le operazioni di gara, per tre motivi: perché disposta da organo dell’amministrazione incompetente (la giunta municipale e non il dirigente), perché nominata prima della scadenza del termine per la presentazione delle offerte e perché presieduta da un componente esterno all’amministrazione e non dal dirigente del comune, così come previsto dalla legge. La discussione del ricorso è prevista per la prossima camera di consiglio del Tar. Puoi dire la tua nel forum |