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Da “Il nuovo quotidiano” 07/09/2006

Veleni sull’istituzione della farmacia comunale

Questione che preannuncia di rinfocolarsi nella prossime settimane quella della farmacia comunale a Melissano. L’altra sera, il consiglio comunale era chiamato ad approvare e modificare lo statuto e i patti parasociali: lo ha fatto con i voti della maggioranza della Margherita e della diossina all’opposizione, Silvana Scarcella. Ma, la discussione è stata sviscerata nell’ambito di pareri differenti. Archiviate in avvio ruggini e scambi dialettici tra il vicesindaco Cosimo Marino (che ha letto un documento) e l’ex sindaco Sergio Macrì, ora in minoranza, si è affrontato il tema dell’apertura della seconda sede farmaceutica. Si trattera di una Srl (Farmacia comunale di Melissano Srl) con capitale misto pubblico-privato (51% al comune e 49% al privato). Il capitale sociale è stato ridotto da 50 mila, cifra individuata da una precedente previsione, a 20 mila euro. Nelle prossime settimane verrà predisposta la gara per il reperimento del socio privato che dovrà farsi carico anche dell’individuazione dei locali. Il consigliere di maggioranza Antonella Tenuzzo, un po’ a sorpresa, ha avanzato la proposta di due ulteriori modifiche allo statuto, entrambe poi, fugato qualche imbarazzo, recepite. Voto contrario alle modifiche apportate dalla maggioranza, è stato espresso da Macrì che ha dissentito sulla riduzione del capitale sociale e sull’aumento della quota spettante al partner privato passata dal 40% al 49%: “si ha la conferma che è nel dna delle amministrazioni Falconieri favorire l’interesse privato rispetto a quello pubblico come del resto ne sono esempio il mercato coperto e il cinema. Riteniamo che per la farmacia possano essere utilizzati i locali dell’ex asilo nido dove, durante il mio governo, pensavamo di trasferire anche polizia municipale ed ufficio postale”.

Critiche anche da “Melissano Cambia”: il consigliere Roberto Tundo ritiene che la soluzione migliore sia “la costituzione di una farmacia interamente comunale sulla scorta dell’ottimo risultato ottenuta dall’esperienza compiuta a Taviano dove solo nel primo anno, con un investimento di 80 mila euro contraendo un mutuo con la Cassa depositi e prestiti, si è ottenuto un utile di 117 mila euro. Con la Srl mista chi ci guadagna più di tutti è il privato che a fronte di un investimento relativo si ritrova il giorno dopo l’assegnazione della farmacia con un valore di miliardi di lire che, invece, potrebbero essere appannaggio del comune oltre che garantire stabilmente un’entrata consistente da reinvestire. E partiremmo subito, ci sono distributori che consegnano la farmacia chiavi in mano”.

 

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