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Le personali riflessioni sui restauri della Madonna dell’Alto hanno suscitato curiosità. Ecco pubblicate due email con relative risposte.

 

ho visto la restaurata chiesetta della madonna dell'alto.
ho da porti alcune domande:
1- perché è stata colmata la fossa sulla destra della chiesetta?
    almeno sono stati fatti prima dei saggi?
2-perché è stato messo un pavimento in travertino?
   secondo me andava meglio il pavimento originale.
3- perché non è stato scoperto tutto il muro con i graffiti invece di pochi riquadri?
4- perché viene chiamata "matonna te l'autu"? "autu" è tipico del capo, non delle nostre parti.
5- in teoria si potrebbe togliere senza rovinarlo l'affresco della madonna per scoprire quello sottostante?

ho scoperto il relitto di una antica strada (forse romana?)
si trova ai piedi della sera dell'alto vicino alla grotta del dio Pan.
vedere foto allegata.
non è un semplice viottolo di campagna.
alle spalle della foto si continua sulla strada per torre s.giovanni, mentre di
fronte, dopo poche decine di metri, è sommersa dalla vegetazione.
se interessa ti mando le coordinate geografiche. (Aldo Conte)

 

 

Allora andiamo con ordine.
La riunione di giovedì è stata interessante ci stiamo ritrovando lunedì
11 alla bilbioteca alle 21,00. Ovviamente estendi l'invito a chi potrebbe
essere interessato.
Per quanto riguarda la chiesa dell'Alto, avrai potuto notare nel mio articolo
la rabbia nel non aver tenuto conto delle mie riflessioni scientifiche ed
approfondite, frutto di collaborazioni anche con persone locali come don
GIovanni, la capo-restauratrice e la pro loco. Hanno scritto delle autentiche
corbellerie nelle didascalie.Eccoti comunque le risposte:
1.la fossa a destra è o una tomba anomala senza dromos (corridoio) o una
grotta romitorio di età altomedievale quando i monaci basiliani sfruttavano
queste
cavità naturali o artificiali con digiuni e preghiere. Più probabile
la seconda ipotesi, in quanto anche il testo di Giovanni Cartanì parla che
in antichità esistevano davanti alla chiesa queste "kalive". Una testimonianza
che è stata coperta!
2. Il pavimento antico era in cocciopesto ed è stato svuotato nella grotta
romitorio che ho accennato prima. Sono sicuro che nello smantellamento del
pavimento, con più di attenzione sarebbe uscita nella zona presbiteriale
la cripta-pozzo su cui si costruisce la chiesa. Putroppo il pavimento attuale
non sembra consono all'ambiente. All'ottimo restauro pittorico si è associato
un discutibile restauro architettonico con la lunetta sovrastante la porta
d'ingresso che
è stata completamente occultata.
3. Per quanto riguarda i graffiti, sono stati una scoperta inaspettata.
Il finanziamento era di 20.000 euro e quei saggi sono stati
fatti gratuitamente dalla restauratrice Rosa Giustizieri. Nei saggi sono
inoltre usciti blocchi affrescati che ho interpretato come conci di reimpiego.
Inutile dire cosa penso delle "invenzioni" che hanno scritto sui disegni
a carboncino.
4. Il termine con cui è riscontrata la chiesa è Madonna dell'Alto, sin dal
1452. Probabilmente il toponimo "Alto" è riferibile alla sua posizione tenendo
presente che per via della sua posizione questa zona era già un santuario
nell'età appenninica.
5. In teoria si potrebbe
togliere l'affresco della Vergine che risale al
1577. E' stata la mia stessa proposta alla restauratrice. Ciò però comporterebbe
maggiori spese con l'uso di un intervento traumatico con le colle animali.
Già alcuni saggi, hanno rivelato l'affresco sottostante e che dovrebbe essere
del XV secolo, epoca della realizzazione dei disegni a carboncino.
Spero di essere stato esauriente, menomale che di un'altra chiesa di Felline
me ne sto interessando direttamente. E' la chiesa di Santa Potenza, quella
posta sulla via Felline-Stella Marina, ormai diruta ma molto interessante.

Per quanto riguarda la strada antica, sono a conoscenza di alcune strade
della zona Terenzano
che sono romane e conducibili a due ville di epoca
tardorepubblicana imperiale Nelle immediate vicinanze, nei muretti a secco
sono stati rinvenuti grossi grammenti di mosaico di età imperiale; io ho
trovato ceramica africana facente parte di una lucerna decorata e un grosso
orlo di dolium, contenitore di olio gigante. (Stefano Cortese)

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grazie per le risposte, vedo che ci troviamo d'accordo su molti punti.
si possono senzaltro pubblicare.
4- lo so che "autu" significa alto, ma in capuano non in fellinese, almeno
mi sembra.
conosco S.Potenza. così a vista sembra anche pericoloso avvicinarsi perché
pericolante. a che epoca risale?
 molto interessante il discorso delle strade e delle ville romane, cosa è
rimasto di esse? (Aldo Conte)


Allora per quanto riguarda la ricerca etimologica del toponimo "Autu", non
mi sono soffermato molto, ma ci ritornerò perchè è davvero un appellativo
dialettale non nostro. Sinceramente nei disegni a carboncino è uscita una
iscrizione votiva non però nella zona della imbarcazione più grande, ma
nella parte vicina alle altre imbarcazioni: c'è scritto "allamatonn...",
peccato non si legga come è reso il titolo della Madonna. L'uso del termine
"l'autu" potrebbe derivare dalla lingua magari di alcuni coloni del Capo,
ma devo fare delle ricerche.
Per quanto riguarda S. Potenza, ti rivelo che l'unico studio, quello del
libro di Felline, come al
solito da informazioni errate. Quella chiesa esisteva
già nel 1481 (secondo il libro è sorta in quella data), perchè vi fu fondato
un beneficio ecclesiastico. L'orientamento bizantino est-ovest (come la
Madonna dell'Alto), il reimpiego di conci affrescati (che ben si vedono)
e di altri conci con croci greche incise (una sta proprio sopra l'antico
ingresso), retrodatano l'edificio almeno al XIV secolo, quando c'era il
culto greco. La chiesa ha inoltre ragione di esistere perchè li esisteva
un piccolo casale, di nome Cesite, il cui toponimo indica già un'origine
bizantina di pieno medioevo. Il casale non fu abbandonato, come dice il
libro di
Felline, per l'invasione turca del 1537, ma molto prima, nella
fine del XIV secolo, in quanto le fonti non attestano più come abitato il
casale di Cesite.
Tutta la zona tra Ugento e Felline è ricca di questi agglomerati che alcuni
presentano rinvenimenti di epoca preistorica, altri di epoca romana, altri
medievale.
Delle strade romane, parlo della zona Terenzano (la villa di Terenzio sorge
proprio dove c'è oggi il Terenzano club), dove parlo di una strada lastricata
ancora esistente e che portava alla villa secondaria di Terenzio, probabilmente
la villa del colono di Terenzio(l'attuale masseria Canne dove si sono rinvenuti
i frammenti di mosaico
pavimentale). Il frammento di lucerna che ho rinvenuto
risale al V secolo d. C. ed conserva la stessa decorazione di un frammento
che ho rinvenuto a Civo, sempre del V secolo. La presenza dei "dolia", indica
il ruolo della villa di Terenzio, cioè la produzione di olio. Di strade
non ne conosco altre, so solo dell'esistenza di una cinquantina di tombe
medievali (ora sbancate), del rinvenimento sporadico di monete e della presenza
di ceramica medievale (si è rinvenuto un frammento di paiolo, secchiello
per cucinare di importazione slava). Fammi sapere dove si trova, generalmente
nei muretti a secco si trova qualche elemento particolare! (Stefano Cortese)

 

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