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IL PUNTO di Stefano Cortese

tuttomelissano.itLa voce di Melissano

Spunti e confronti sulle amministrative

Falconieri ritorna, ma tecnicamente Melissano volta pagina. Per la prima volta, infatti, dopo l’insediamento della seconda repubblica, Melissano è guidata non da una lista partitica di centrosinistra, bensì da una civica filo-Margherita.

Niente da fare per il centrodestra, forte di una candidatura di spessore e dell’apporto di Forza Italia; ha effettuato comunque un gran balzo in avanti, passando dai 1250 voti del 2001 ai 1700. Nel cuore dei simpatizzanti di destra c’era comunque la consapevolezza che una eventuale vittoria dipendeva tutto dal lavoro delle altre due liste di sinistra, che non hanno di fatto inciso.

Nonostante la presenza di ben 4 liste, Falconieri riesce persino a prendere più voti della lista vincente del 2001 (1942 voti contro gli attuali 2011) e tale evento ha avuto una conseguenza devastante, come sopraccennato, soprattutto nella lista dell’Unione.

Facendo un confronto con i candidati confermati del 2001, emergono molti dati:

-nella lista vincente c’è stato un forte incremento; Giuseppe Macrì passa da 69 a 107, Giovanni Caputo da 84 a 173, Cosimo Marino da 135 a 166, Riccardo Caputo da 51 a 70, Elide Greco da 67 a 88, Antonella Tenuzzo da 27 a 92, Luca Mura (allora nel centrodestra) da 83 a 93, Gianluca Manco (allora nel centrodestra) da 29 a 96.

-nella lista di Tundo si conferma il trend positivo De Micheli che passa da 80 a 153, Biagio Donato Manco da 94 a 96, Walter Sambati da 62 a 84.

-nella lista di Macrì abbiamo invece Vito Capone che passa da 64 a 53, Rolando Cuna da 56 a 32, Salvatore Rimo da 68 a 79, Ezio Tenuzzo da 121 a 37.

-nella lista di Scarcella c’è Gianni Piscopiello che da 116 voti scende a 71 e Matilde Surano che da 123 scende a 49 preferenze.

Analizziamo ora le preferenze delle ultime elezioni lista per lista.

Falconieri: era prevedibile l’incremento dei già “navigati” Marino e Caputo, mentre sorprendenti sono stati i successi di Santese, Scarcella, Endemione e Macrì. Per Mura e Manco Luca, che nel 2001 appoggiarono un’altra lista, è stato un cambio felice, essendo stati eletti entrambi nel consiglio, insieme ad Antonio Aquila, Mimina Nassisi ed Antonella Tenuzzo.

Tundo: l’exploit ha i nomi di Giuseppe De Micheli e Luca Cortese, ma anche di Alessandro Manco e Milko Stefanelli e Michele Parata. La lista ha fatto il suo dovere fino in fondo e anno dopo anno sembrano aumentare sempre più le simpatie verso l’ala politica svantaggiata a Melissano. Un risultato del genere, circa 10 anni fa, sarebbe stato impensabile.

Macrì: in fondo è stata già una bella soddisfazione prendere circa il doppio dei voti della lista antagonista dell’Unione; Spennato grande mattatore della lista, è andato bene anche Rimo, mentre vanno male Tenuzzo e Cuna.

Scarcella: una lista composta negli ultimissimi giorni e il risultato è evidente.

Marino è stato presago quando consigliava ai suoi socialisti di non candidarsi in questa tornata, ma non l’ho hanno ascoltato. Risultato: non hanno ottenuto alcun seggio, anzi le preferenze dei tre candidati, sommate danno solo 40! Scarcella paga inoltre una tendenza che era già ben visibile nelle provinciali di due anni fa, quando a Melissano stravinse la Margherita sui Ds (una tendenza comunque attenuata dalle regionali).

Il risultato elettorale porterà comunque conseguenze a livello dei partiti: ridimensionate bruscamente Ds e Socialisti, che potrebbero rischiare il commissariamento, rafforzati escono Forza Italia e Alleanza nazionale, oltre che al partito del vincitore, la Margherita.

 

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