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IL PUNTO di Stefano Cortese

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Primarie nell’Unione: non solo numeri

Penso che l’avvenimento di ieri possa essere un momento particolare che sicuramente determinerà le strategie per le prossime politiche, previste probabilmente per il 9 aprile, insieme alle amministrative.

Scontata era la vittoria di Romano Prodi, un uomo al di fuori della logica dei partiti e a mio avviso anche il secondo posto di Bertinotti su Mastella.

Nella provincia di Lecce 44.803 sono stati i partecipanti: Prodi ha ottenuto il 68 %, Bertinotti il 16,7%, Mastella il 9%, Di Pietro 2,7, Pecoraio Scanio 2,6%, Panzino 0,4%, Scalfarotto 0,3%.

Non si è ripetuto in Puglia l’exploit di Rifondazione comunista che nelle scorse primarie fecero prevalere Vendola su Boccia, ma il 16,7 % è una percentuale più alta in confronto alla media nazionale che è attestata al 14,7%. Mastella sfonda al sud (soprattutto Campania, Basilicata e Puglia): nella tendenza nazionale abbiamo il 4,6% mentre nella provincia di Lecce abbiamo il doppio, questo probabilmente su influenza dell’onorevole Luigi Pepe, che si fa ben valere.

In provincia di Lecce, questi voti per i due cespugli come Rifondazione e Udeur sono stati ottenuti a scapito di Prodi che ha perso qualche punto rispetto alla percentuale nazionale.

Visto l’esito scontato delle primarie, si discute sulla esigenza o meno di questa iniziativa. E’ un modello di democrazia che rafforza comunque l’Unione che aveva bisogno di una conferma della leadership di Prodi, mentre nel centrodestra non avevano dubbi sulla personalità di Berlusconi che riesce a tenere la coalizione unita. E’ proprio questa adesso la sfida di Prodi: tenere unite le due anime di sinistra, quella riformista (a cui è più vicino) e quella massimalista. Una sfida non facile, visto anche l’uscita dell’Udeur anche se appoggerà comunque l’Unione, ma il professore è forte di una incoronazione popolare ed è pronto a sfidare Belusconi. Sarà una sfida avvincente tra due personalità di spicco, Prodi e Berlusconi, che tutto il mondo ci invidiano.

 

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