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IL PUNTO di Stefano Cortese |

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Da “il nuovo quotidiano” 11/05/2005 Arriva dallo spazio la calza inodore “made in Salento” Industria salentina nell’anticamera della recessione e gli epitaffi già pronti per il Tac. La crisi della triade tessile - abbigliamento - calzaturiero viene da lontano, sia nel tempo che nei luoghi, e non è strettamente dipendente alla congiuntura salentina, è un fenomeno mondiale accelerato dalla particolare attività cinese. Nel Salento sono a rischio decine di aziende e quasi cinquemila lavoratori che dopo la cassaintegrazione temono una lunga mobilità priva di sbocchi. Eppure nel buco nero dell’economia leccese c’è un “Tac che funziona”, ci sono aziende che con creatività e coraggio hanno scelto strade più scomode e finanziariamente più rischiose, riuscendo però a scalare quote di mercato impensabili fino a qualche anno fa. Una di queste ha voluto puntare sulla ricerca e sulla tecnologia, binomio molto predicato ma poco applicato, è la Megatex di Melissano, quasi una “invenzione” di Vincenzo Benisi, titolare della società che oltre ad uno stabilimento nel Salento vanta una filiale con uffici commerciali a Montichiari, nel Bresciano. Le calze che produce sono ricercatissime in Europa, soprattutto nelle capitali (come Parigi) dove si affermano e si diffondono i prodotti di abbigliamento con marchio di qualità, frutto di una riuscita operazione di marketing ma anche di apprezzamento del prodotto che coniuga estetica, praticità e funzionalità. E’ degli ultimi mesi una nuova sfida che la Megatex di Benisi si accinge a lanciare sul mercato internazionale, risultato di una stagione di ricerca affidata all’Università di Lecce, facoltà di Ingegneria dei materiali diretta dal professor Domenico La forgia. Ebbene nei laboratori dell’Ecotekne il professor Alfonso Maffezzoli, presidente del corso di laurea, gli ingegneri Alessandro Sannino e Mauro Pollini hanno messo a punto una particolare fibra organica che sarà applicata alla produzione di calze: il risultato è che la Megatex, che ha già registrato i tre brevetti presso la camera di commercio di Lecce, entro qualche mese potrà commercializzare un prodotto molto atteso dal mercato. Spiega il presidente della società, Enzo Benisi: <<Grazie all’apporto del Politecnico di Lecce siamo riusciti a realizzare un prodotto che si caratterizza per tre particolarità: produrremo una calza in cotone che non emanerà cattivi odori, una seconda calza che sarà isolata termicamente, molto utile nell’impiego sportivi, e infine un terzo articolo che riguarda un prodotto antistatico, molto richiesto nelle attività di lavoro>>. E’ una invenzione “made in Salento” destinata a cambiare i costumi, una ricerca tecnologica che si è avvalsa dell’esperienza spaziale in quanto per far convivere la fibra con tessuti come cotone e lana si è utilizzato l’aerogel, un materiale leggero quasi come l’aria, solido, resistentissimo, con sorprendenti capacità isolanti e impiegato dalla Nasa per raccogliere nel cosmo la polvere interstellare. Nei laboratori di Melissano si stanno ultimando i controlli e a guidarli uno dei tre ricercatori iniziali, Mauro Pollini, brindisino, laureato due anni fa con la lode e assunto dall’azienda tessile che evidentemente vuol fare della tecnologia un punto di forza fondamentale. <<Il Salento ha tante risorse nascoste e noi le cerchiamo>> confida Benisi. E l’operazione di marketing: <<Ovviamente affidata ad una società leccese>>. Commento Del colosso “Megatex” a Melissano la fama è assai nota. A fianco di questi articoli che fanno cronaca e soprattutto lustro alla nostra città, però, si potrebbe parlare di tanti altri calzifici che purtroppo scompaiono o lo rischiano. Ci vivo nel settore da diversi anni, essendo mio padre uno dei primi ad aprire un calzificio nel paese nel lontano 1987. Purtroppo le chiusure è una realtà assai diffusa in questi anni, con conseguente disoccupazione. I motivi: soprattutto la concorrenza cinese con la sua bassa manodopera ma qualità scadente e anche i noti “bidoni” imposti dalle società del nord. In che cosa consistono i “bidoni”? Basta fare un abile gioco giuridico: si crea una s.p.a. si prenota un tale ordine (per esempio si contattano 30 calzifici con un ordine totale di 300 milioni), e dopo aver ricevuto la merce si scioglie la società con l’insolvenza; in tal modo non si possono neanche pignorare i beni dei responsabili e non sono perseguibili. Se Megatex è la Megatex è soprattutto perché non ha avuto il minimo danno da questi “bidoni”, altrimenti a Melissano tantissimi altri calzifici esisterebbero e il reddito sociale di Melissano sarebbe tra gli più aurei della Regione. Puoi dire la tua nel Forum |