Casella di testo:

Home page/news

tuttomelissano.itLa voce di Melissano

 Nuove scoperte sulla storia di Melissano e dei suoi beni

Grazie alla personale indicazione al prof. Fernando Scozzi, lo stesso è riuscito a decifrare alcune visite pastorali tra cui quella importantissima del 1618 del vescovo De Franchis e giungere insieme ad alcune conclusioni.

Melissano sotto il vescovato di Ambrogio Salvi (1569-1577) non aveva una parrocchiale in quanto l’antica chiesa di S. Pietro era decaduta, l’ex chiesa di S. Nicola era senza copertura e delle ex chiese di S. Andrea e S. Stefano non v’erano già traccia nel 1526.

Per impartire messa e sacramenti arrivava un prete da Racale, oppure domiciliavano preti analfabeti come don Angelo Schiuda nel 1564. Lo stesso vescovo, da quanto si intuisce dalla visita del 1618, propose alla gente la costruzione di una nuova chiesa, cioè l’attuale ex chiesa di S. Antonio, probabilmente sopra una delle due chiese di culto greco che erano santo Stefano e S. Andrea, ma non S. Nicola che nel 1618 ancora esisteva.

La costruzione andava a rilento a causa della povertà delle gente di Melissano tanto che nel 1637 una parte era ancora senza copertura. Molte pietre sacre e reliquie furono traslate dall’antica parrocchiale di S. Pietro, che sorgeva dove oggi c’è l’Immacolata. La chiesa comprendeva probabilmente due altari all’inizio cioè quelli dei titolari S. Antonio (il più grande posto in fondo) e la Madonna del Rosario (il primo a sinistra, fatto costruire da Scipio Pansa nel 1575). Col tempo furono costruiti alcuni altari, con conci di reimpiego da vecchie chiese come dimostra il concio in pietra leccese con su scritto in greco “Alixi”. Nel 1778 fu ristrutturata, mentre l’affresco di S. Antonio posto sulla contraffacciata, che in realtà sembra più un a secco, fu probabilmente fatto in occasione dei restauri nei primi del ‘900 (1910?), in quanto in quel momento era in voga l’apparizione del Signore al santo in quel modo; coevo a tale periodo è la tela custodita sopra l’altare della chiesa madre che riprende lo stesso tema iconografico.

Infine una nota sulla statua di culto di S. Antonio: il prof. Scozzi nella visita del Sanfelice del 1720 ha trovato attestata una statua con reliquia e definita nuovissima; con ogni probabilità è la nostra statua e che quindi fu realizzata poco prima del 1720.

 

Puoi dire la tua nel forum