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IL PUNTO di Stefano Cortese |

Non dimentichiamo i nostri martiri di Marcinelle
Nella nostra coscienza di italiani ogni anno viene rinvigorito il ricordo di alcuni tragici eventi che ci accomunano e che giustamente commemoriamo; altri, sembrano essere dimenticate da istituzioni, scuole, ma soprattutto dalla popolazione. Tra questi ultimi ricordiamo, la ricorrenza dell’8 agosto, la “giornata del sacrificio e del lavoro italiano”, istituita nel 2001 dall’ex ministro Mirko Tremaglia in occasione dell’anniversario dell’8 agosto 1956, data della tragedia di Marcinelle, che ci vede coinvolti da molto vicino. In questa tragedia perirono 262 minatori tra i quali 136 italiani di cui 16 salentini per il crollo di una miniera di Bois du Gazier. A provocare la sciagura un incendio causato dal contatto tra un carrello sfuggito dai binari ed un cavo elettrico dell’alta tensione. Fra questi martiri del lavoro (come li ha giustamente definiti il premier Prodi) e testimoni di laboriosità, anche il nostro Cesario Luigi Perdicchia, che in questa tragica circostanza si è aggiunto a Leonardo Antonio Macrì, morto un anno prima sempre nelle miniere del Belgio, quelle di Genk. Testimonianze di quel giorno sono fortunatamente vive. Ancora oggi, quando trovo l’amico Lucio Parrotto di Casarano, colui che instancabilmente cerca di sensibilizzare e che è riuscito a realizzare l’unico museo del minatore in Italia, mi faccio affascinare dai suoi racconti e nei suoi occhi si legge la nostalgia della sua esperienza in Belgio. Grazie soprattutto al suo operato, Casarano è gemellata con la città abruzzese di Manoppello e con quella belga di Charleroi, noto polo carbonifero belga che ancora oggi vede residenti molti salentini; sono tante le famiglie che hanno e hanno avuto i parenti residenti in quelle zone! In altri comuni, tante le associazioni che hanno commemorato il tragico ricordo, tra cui Taviano, Casarano, Salice e Specchia; manca la nostra Melissano, dove sembra essere assente quella memoria che dovrebbe partire dal basso, cioè cittadinanza e associazioni. L’importanza del ricordo dell’evento viene a mio avviso sintetizzato dall’onorevole ed europarlamentare Adriana Poli Bortone, che ricorda nel suo breve intervento, l’avventura di un’altra persona che ho il piacere di conoscere, Sebastiano Scanderebech. <<Anche il Salento, in quell’immane tragedia, una delle più dolorose nella storia dell’emigrazione italiana, pagò un pesante tributo di sangue. Ed è doveroso, a mezzo secolo da quella data, onorare la memoria di tanti nostri conterranei che avevano lasciato la famiglia, gli affetti più cari, i loro paesi, la Patria, per cercare la fortuna altrove. A Roselies, borgo di Martinelle, Sebastiano Scanderebech, originario di Alliste, è la memoria vivente del dramma dei suoi connazionali, partiti con fardelli carichi di speranza. Anche a lui va il più deferente saluto della città di Lecce e mio particolare>>. Ancora oggi, soprattutto d’estate, sono tante le persone che dal Belgio vengono nelle nostre zone per visitare i cari, rinvigorendo la memoria di persone partite per dare dignità alle proprie famiglie, di persone che non dovremmo mai dimenticare… Puoi dire la tua nel forum |