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Il sindaco/presidente comunica la nomina di
Manco quale nuovo assessore con le deleghe che già
conservava in qualità di consigliere (politiche
giovanili, servizi ai diversamente abili, devianze e
tossicodipendenze) e il richiamo a non chiedere
insistentemente pareri al revisore unico, il quale è
tenuto a dare risposte solo ad organi e non a
singoli consiglieri.
Il consiglio è cosi passato a trattare il punto
clou, cioè quello della situazione finanziaria
dell'ente. L'assessore al bilancio Mura scandisce al
dettaglio debiti e crediti, sottolineando come
questi ultimi superino i 2 milioni e 100 mila euro e
quindi asserendo che la crisi è solo di liquidità in
quanto a conti fatti dei crediti vantati, le casse
comunali verserebbero in ottima salute. I consiglieri
di opposizione ricalcano come da tempo sia stato
chiesto un consiglio monotematico sui debiti per
avere una situazione dei debiti in misura organica e
complessiva e si riservano di analizzare per bene la
determina per avanzare proposte e critiche. Il
sindaco prende la parola e specifica come basterebbe
l'ingresso dei crediti vantati per l'ammanco di
cassa nel lontano 1997 e della questione C. Pindinelli per poter ottenere già 640.000 euro
circa, ma i contenziosi vanno avanti da decenni
senza conclusione;
infine si sofferma sui debiti pregressi e di alcune
possibilità a suo dire non sfruttate, come quelle
del swap (scambio dei flussi di cassa), rimarcando
la situazione "debole ma non deficitaria".
Il terzo punto ha visto la relazione dell'assessore
Antonello Endemione al fine di regolamentare il
proliferare di impianti per la energia rinnovabile
che comportano dei vantaggi finanziari, ma che
rischiano di deturpare il paesaggio un quanto un
semplice d.i.a. (denuncia inizio attività) è
sufficiente per installare impianti fino ad un
megawatt.
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Considerazioni
A fronte dell'incredibile quantitativo di crediti
che il comune deve riscuotere
(Polisportiva Pindinelli, ammanco di cassa,
cooperativa "Case nuove", riscossione accertamenti
ici e tarsu, irpef statale, ecc.), l'amministrazione
che passerà alla storia sarà quella che riuscirà a
battere cassa, forse anche con misure drastiche.
Il punto è che assai di frequente giungono precetti,
ingiunzioni, pignoramenti da parte di enti quali Aqp,
Enel, wind, Gialplast e verso vari professionisti,
mentre i contenziosi che vogliono il comune
creditore, vanno avanti da decenni. In questo giro
vizioso gli interessi aumentano sempre più e diversi
professionisti ed aziende agiscono per vie legali e
chi ci rimette è l'intermediario, cioè il comune e
quindi tutti i cittadini.
Le personali considerazioni in realtà si soffermano
soprattutto sul terzo punto all'ordine del giorno.
Risulta fondamentale dotarsi una regolamentazione
circa il moltiplicarsi di insediamenti per la produzione
di energia rinnovabile e che in realtà stanno
invadendo il territorio. Lo slogan di una iniziativa
di qualche mese fa di Italia Nostra esclamava "Dio
ha creato la natura, le d.i.a. le stanno
distruggendo" e penso che motto più adatto non possa
esistere per chi comprende la valenza e l'importanza
del paesaggio sotto il profilo ambientale e
antropico; anche per noi archeologici si sta
instaurando una lotta contro il tempo in quanto
alcuni siti stanno per essere obliterati dalla
estensione di ettari che coprono i siti
archeologici, non ultimo quello di Civo (triconfinio
Melissano-Racale-Taviano), la cui piccola
parte del sito medievale (territorio di Racale) è stato spazzato via dai
lavori di sterro e impianto di pannelli solari. Per
la verità la regolamentazione superiore ad un
megawatt sono regolamentate, ma quelle inferiori a
tale misura possono essere bloccate solo da una
valutazione di incidenza ambientale, tenendo inoltre
presente che i tempi del d.i.a. sono ristrettissimi;
questo non è solo problema comune a tutti e di
competenza regionale ma che sinora purtroppo non è
stato
regolamentato: a questo punto sarebbe
auspicabile delegare alla provincia, come
chiesto una settimana fa dal presidente Gabellone.
Stefano Cortese
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