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NOTIZIA

 

CONSIGLIO COMUNALE DEL 28/10/09

Il sindaco/presidente comunica la nomina di Manco quale nuovo assessore con le deleghe che già conservava in qualità di consigliere (politiche giovanili, servizi ai diversamente abili, devianze e tossicodipendenze) e il richiamo a non chiedere insistentemente pareri al revisore unico, il quale è tenuto a dare risposte solo ad organi e non a singoli consiglieri.

Il consiglio è cosi passato a trattare il punto clou, cioè quello della situazione finanziaria dell'ente. L'assessore al bilancio Mura scandisce al dettaglio debiti e crediti, sottolineando come questi ultimi superino i 2 milioni e 100 mila euro e quindi asserendo che la crisi è solo di liquidità in quanto a conti fatti dei crediti vantati, le casse comunali verserebbero in ottima salute.  I consiglieri di opposizione ricalcano come da tempo sia stato chiesto un consiglio monotematico sui debiti per avere una situazione dei debiti in misura organica e complessiva e si riservano di analizzare per bene la determina per avanzare proposte e critiche. Il sindaco prende la parola e specifica come basterebbe l'ingresso dei crediti vantati per l'ammanco di cassa nel lontano 1997 e della questione C. Pindinelli per poter ottenere già 640.000 euro circa, ma i contenziosi vanno avanti da decenni senza conclusione; infine si sofferma sui debiti pregressi e di alcune possibilità a suo dire non sfruttate, come quelle del swap (scambio dei flussi di cassa), rimarcando la situazione "debole ma non deficitaria".

Il terzo punto ha visto la relazione dell'assessore Antonello Endemione al fine di regolamentare il proliferare di impianti per la energia rinnovabile che comportano dei vantaggi finanziari, ma che rischiano di deturpare il paesaggio un quanto un semplice d.i.a. (denuncia inizio attività) è sufficiente per installare impianti fino ad un megawatt.

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Considerazioni

A fronte dell'incredibile quantitativo di crediti che il comune deve riscuotere (Polisportiva Pindinelli, ammanco di cassa, cooperativa "Case nuove", riscossione accertamenti ici e tarsu, irpef statale, ecc.), l'amministrazione che passerà alla storia sarà quella che riuscirà a battere cassa, forse anche con misure drastiche. Il punto è che assai di frequente giungono precetti, ingiunzioni, pignoramenti da parte di enti quali Aqp, Enel, wind, Gialplast e verso vari professionisti, mentre i contenziosi che vogliono il comune creditore, vanno avanti da decenni. In questo giro vizioso gli interessi aumentano sempre più e diversi professionisti ed aziende agiscono per vie legali e chi ci rimette è l'intermediario, cioè il comune e quindi tutti i cittadini.

Le personali considerazioni in realtà si soffermano soprattutto sul terzo punto all'ordine del giorno. Risulta fondamentale dotarsi una regolamentazione circa il moltiplicarsi di insediamenti per la produzione di energia rinnovabile e che in realtà stanno invadendo il territorio. Lo slogan di una iniziativa di qualche mese fa di Italia Nostra esclamava "Dio ha creato la natura, le d.i.a. le stanno distruggendo" e penso che motto più adatto non possa esistere per chi comprende la valenza e l'importanza del paesaggio sotto il profilo ambientale e antropico; anche per noi archeologici si sta instaurando una lotta contro il tempo in quanto alcuni siti stanno per essere obliterati dalla estensione di ettari che coprono i siti archeologici, non ultimo quello di Civo (triconfinio Melissano-Racale-Taviano), la cui piccola parte del sito medievale (territorio di Racale) è stato spazzato via dai lavori di sterro e impianto di pannelli solari. Per la verità la regolamentazione superiore ad un megawatt sono regolamentate, ma quelle inferiori a tale misura possono essere bloccate solo da una valutazione di incidenza ambientale, tenendo inoltre presente che i tempi del d.i.a. sono ristrettissimi; questo non è solo problema comune a tutti e di competenza regionale ma che sinora purtroppo non è stato regolamentato: a questo punto sarebbe auspicabile  delegare alla provincia, come chiesto una settimana fa dal presidente Gabellone.

Stefano Cortese

 

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