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Diocesi di
Nardò – Gallipoli
Ufficio
Diocesano per le Comunicazioni Sociali
Curia
Vescovile Piazza Pio XI 73048 Nardò (Lecce)
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87 16 59 (Curia); Fax 0833- 87 46 51; 347- 80 72
199
Direttore: Don
Vincenzo VIVA
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Comunicato Stampa
Ogg.: L’appello
del Vescovo alla Regione per far fronte alla
devastazione dei monumenti artistici a causa
dell’incontrollata proliferazione dei piccioni nei
centri storici.
“Un’autentica calamità insostenibilie
e ingestibile”,
così il vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli,
Mons. Domenico Calandro, ha descritto la situazione
in cui si trovano numerosi edifici di culto a
seguito della incontrollata moltiplicazione dei
piccioni, dando quindi voce ai parroci e alle
comunità ecclesiali che sono da tempo esasperati dal
problema, specialmente nel centro storico di Nardò,
ma anche nelle chiese di altri luoghi e città della
diocesi.
“Purtroppo
– afferma il vescovo –
l’iniziativa privata non si è rivelata sufficiente a
porre rimedio a questo squilibrio ambientale che c’è
nei nostri paesi, per il quale la popolazione di
questi volatili cresce in modo sproporzionato, non
avendo alcun nemico naturale, distruggendo con gli
escrementi particolarmente acidi i monumenti
artistici del nostro patrimonio culturale. Si
aggiunge il fatto che la gran quantità di
maleodorante guaino si riversa anche sulle strade e
dinanzi agli ingressi dei luoghi di culto,
rappresentando una minaccia per la salute pubblica e
il pericolo di scivolamenti, specialmente in caso di
pioggia, per non parlare del triste spettacolo di
degrado ambientale che si offre ai visitatori. Ho
sentito pertanto il dovere di dar voce al disagio
che da tempo vivono i nostri parroci e la
cittadinanza del centro storico.”
Si conferma quindi
dalla Curia vescovile la notizia che il Vescovo
Mons. Caliandro si è rivolto con un accorato appello
alla Regione Puglia per sollecitare l’interessamento
e un intervento straordinario per far fronte al
problema, avvertito dai parroci della città di Nardò
e da molti fedeli sensibili che hanno espresso la
loro preoccupazione circa la presenza incontrollata
dei colombi sulla chiese.
Nella lettera del 18 novembre rivolta
all’Amministrazione Regionale, il Vescovo afferma
tra l’altro: “la notevole
quantità di escrementi che tali volatili producono,
unitamente alle carcasse di quelli che periscono,
spesso intasa i canali di scolo delle acque piovane,
le quali poi stazionano sulle terrazze delle chiese
e degli edifici annessi, trasformandosi in
autentiche piscine che generano infiltrazioni nelle
murature e minacciano anche la tenuta statica delle
coperture stesse. La notevole altezza delle chiese e
la particolare conformazione dei tetti e delle
terrazze rende arduo e dispendioso l’intervento
periodico di pulizia, per cui i parroci sono da
tempo scoraggiati nel vedere vanificati interventi
di restauro e conservazione per i quali sono state
impegnate grandi risorse di denaro pubblico e
privato (…) si chiede pertanto che l’Amministrazione
Regionale si faccia carico del problema e disponga
gli interventi necessari per arginare un fenomeno
che produce ricadute negative nell’ambito della
tutela del patrimonio, della salute pubblica e del
decoro della città”.
Nardò, 20 novembre
2009
Direttore Ufficio
Comunicazioni Sociali
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