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La
prima attestazione del toponimo Melissano risale in una iscrizione un
tempo conservata nella chiesa matrice di Racale e risalente alla fine
del XII secolo: <<... CLAUSORIO UNO VINEAR(UM) IN PHEUDI MELESSANI ...>>
recita l'epigrafe, a proposito di un atto di donazione del feudatario di
Racale, Nicola Bonsecolo.
Il
casale, come tantissimi altri, è invece attestato per la prima volta nel
1269, nei registri angioni; eccone il testo: "Provisorio pro Romeo
Per (o Piex), miles, contra vassallos suos casalis MELIXANI qui
denegant ei respondere" che tradotto significa "Provvedimento per
Romeo Per, cavaliere, contro i vassalli del casale di Melissano, che si
rifiutano di rispondergli".
Da
questi registri, riusciamo a stabilire che prima del Per, Melissano
appartenne a un tale Giordano Sicecte o Ficecte.
Melissano quindi, nel XIII secolo, era un casale, cioè agglomerato di
abitazioni, che probabilmente ruotavano attorno al nucleo dell’ex chiesa
parrocchiale, quella di S. Pietro, ancora esistente nel XVII
secolo ma distrutta nello stesso secolo per far largo alla chiesa
dell’Immacolata. Melissano, oltre alla chiesa di S. Pietro, possedeva
un’altra chiesa, quella di S. Nicola, anch’essa ancora esistente
nel XVII secolo, ma già diroccata. Il titolo della chiesa suggerisce una
interpretazione di una chiesa di culto greco, magari importato dai
monaci della vicina abbazia di S. Maria de Civo. Una prova del culto di
tale santo la si riscontra anche in Miglionico (in Basilicata), dove il
portale romanico-gotico della chiesa madre è stato intagliato da un tal
Nicola da Melissano nel XIII secolo.
Si può
ipotizzare la presenza di due chiese, che potrebbero essere una di culto
greco e l’altra di culto latino, situazione simile in alcuni siti
salentini, come ha attestato lo scavo di Quattro Macine (Giuggianello):
generalmente quella di culto italo-greco è la chiesa più antica che
verrà affiancata poi, dopo l’arrivo dei Normanni, ad una chiesa latina
di più grandi dimensioni, anche se il culto greco persisterà ancora a
lungo; il culto petrino, tuttavia, conosce una larga diffussione
intorno al IX-X secolo, come attesta l'omonima chiesa di Otranto e tante
altre chiese, tra cui anche a Taviano.
Oltre
alle fonti di archivio, quindi che pongono un termine “ante quem”, cioè
il 1269 e la presenza delle chiese di S. Pietro e di S. Nicola, già
presenti probabilmente in quel secolo, non si ha nessuna notizia sulle
origini di Melissano, probabilmente a causa della sua posizione su
roccia calcarea, ma soprattutto a causa dei dissennati interventi in
alcuni contesti stratigrafici, quali le tombe ipogee della chiesa
dell’Immacolata e dell’ex chiesa di S. Antonio.
Stabilito il termine, nulla si conosce sulla provenienza dei
primi coloni di Melissano. La teoria più valida, e confortata dalla
consonanza linguistica, vuole l’origine dei primi abitanti melissanesi
dalle vicine Felline e Ugento, sottoposte alle incursioni saracene e che
si siano col tempo stabiliti. Le fonti di archivio (registri angioni,
datati al 1271 cita la concessione del casale di Melissano “cum
hominibus" da parte di Carlo I d’Angiò) invece, parlano della presenza
di villani, cioè servi che sono venduti insieme al casale e quindi in un
perenne stato di sudditanza.
Un'altra ipotesi potrebbe essere avanzata: la fondazione di Melissano
insieme a Racale. Dopo la distruzione nell’886 della “celeberrima”
città di Ugento, il sovrano Basilio I ripopolò la zona tra Ugento e
Gallipoli con numerosi coloni provenienti da Heraclea sul Ponto. Da
questa città deriva il nome “Racale”, che nelle antiche fonti è
attestata “Racle”. E Melissano? Il sovrano inviò il generale Melissos
per sconfiggere l’emiro arabo Sawdan, che riuscì a fuggire dopo la
distruzione di Ugento. Il toponimo Melissano potrebbe avere qualche
attinenza con l'episodio.
Secondo rinomati studiosi
di toponomastica tra cui Marinelli e Laporta, i nomi locali in -ano
derivano generalmente da antichi gentilizi romani che possedevano un
praedium. Secondo la Laporta "è infondato che i nomi in -ano come
Alessano, Melissano, Spongano, Taviano, oppure Anfiano, Andrano, Argiano,
Palagiano facciano pensare a proprietari di fondi greci piuttosto che
romani, ciò perchè i suddetti nomi non derivano direttamente dal greco,
bensì derivano da nomi che sono attestati in iscrizioni latine relative".
L'autrice passa tutti questi paesi in rassegna e per Melissano asserisce
che "si fonda non sul greco Melissos, bensì su Melissus, noto a
Canosa (CIL IX 353)". Analizzando il CIL (corpus inscriptionum
latinarum) ho potuto riscontrare che al numero 363 compare l'epigrafe
presa in considerazione rinvenuta nel 1873 in strada Carvotto, con la
dedica di "Melisso". Un'etimologia romana per Melissano sarebbe dunque
probabile anche se ciò non dovrebbe essere prova certa di insediamento.
In conclusione si può
affermare che esistendo nel 1269, esisteva sicuramente in età
normanno-sveva e probabilmente, al pari della stragrande maggioranza
degli insediamenti, esisteva in età bizantina.
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