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Da “la gazzetta del Mezzogiorno” 28/04/2005 Ladri in azione nella chiesetta Ancora un atto vandalico a danno dei beni storico –architettonici del Sud Salento. Alcuni ignoti hanno di recente asportato il cornicione superiore dell’altare dedicato alla Madonna che si trova nella chiesa di Santa Potenza. La chiesetta, che si trova ad un chilometro circa dal centro abitato da Felline, è intitolata a Santa Maria della Luce, o della Natività, ma volgarmente è conosciuta come chiesa di Santa Potenza. Fondata nella seconda metà del 1400 da Rosa di Nicola da Cutrofiano, anticamente deve essere stata sede di arciprete rurale. Gli scheletri trovati nei dintorni autorizzano a pensare alla presenza di un antico nucleo abitativo. Proprietà dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero della diocesi di Ugento, la vecchia chiesetta è stata sempre contesa tra Ugento e Felline, ma né la curia di Ugento né quella di Nardò, dalla quale Felline dipende, si sono mai premurate di recuperarla. <<Questa chiesetta si trovava in buono stato negli anni settanta –ha dichiarato l’architetto Giovanni Scanderebech , che ha dato l’allarme per la scomparsa del cornicione dell’altare– Il totale stato di abbandono in cui venne lasciata causò il crollo delle volte e l’inizio delle asportazioni notturne di cornicioni, cornici, architravi e fregi, fino alla recente asportazione del cornicione superiore dell’altare dedicato alla Madonna>>. Scanderebech, cha da anni invoca l’attenzione delle istituzioni verso i <<i numerosi beni che stanno subendo l’aggressione piratesca di sciacalli malfattori>>, continua a lanciare allarmi e pesanti accuse. <<Chi pagherà per questi scempi? -si è chiesto– e che cosa si aspetta ad individuare le responsabilità di chi avrebbe dovuto tutelare tali beni?>>. Sembra quasi un don Chisciotte, ma lui non demorde e continua nelle sue battaglie che mirano alla salvaguardia ed alla tutela di tutto il patrimonio storico -architettonico del Sud Salento. <<Nel 1997 -ha ricordato l’architetto– come cittadino e come presidente della Pro Loco Alliste Felline, tentai di parlare con il vescovo di Ugento, preoccupato dalla sorte della chiesetta di Santa Potenza. Ma dopo tre incontri andati a vuoto, pur avendo fissato un appuntamento, il segretario del vescovo di Ugento mi disse che non era possibile di pensare di risolvere i problemi strutturali della chiesetta perché nel mondo c’era tanta gente che moriva di fame. Oggi sono trascorsi sette anni da allora –ha concluso– la chiesetta è stata svenduta e sono convinto che nel mondo c’è sempre più gente che muore di fame. Commento personale Chi non vuole unirsi all’accorato appello dell’archietto Scanderebech? Solo che il corncione, tra l’altro molto bello, è stato asportato da un po’ di mesi. Perché si parla solo ora? Perché si continua a dire che la chiesetta è della seconda metà del XV secolo quando poi ho riferito più volte che è molto più antica come dimostrano le croci greche, i conci affrescati di reimpiego e l’attestazione della chiesa già nel 1452 con il titolo “sub Potenciae”? Nell’articolo si nota una sorta di vendetta dell’architetto contro la diocesi di allora, ma prima di fare un intervento del genere conviene informarsi perché il proprietario, sensibile ai beni culturali, ha già dato via all’iter di ristrutturazione. Puoi dire la tua nel Forum L’affresco interno alla chiesa, erroneamente identificato come Natività, bensì, come scoperto dal sottoscritto, un Riposo durante la Fuga in Egitto |