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Da “il nuovo Quotidiano” 25/05/2005 T. S. Giovanni. Strage di pesci. Colpa delle alghe Morìa di pesci, mucillaggine, cattivo odore: la storia si ripete nei bacini della marina di Ugento. Puntualmente ogni anno. Spettacolo tutt’altro che appagante, quei pesci a pancia in su, cefali ed anguille in particolare, reso ancora più evidente e, se vogliamo, drammatico, dalle prime forti calure estive. Tutti i bacini sono stati investiti dal problema anche se una notevole quantità di pesci si è vista soprattutto in quello denominato Suddenne, proprio alle porte di Torre San Giovanni. In verità, non sarebbe il comune di Ugento l’ente preposto alla pulizia dei bacini bensì il consorzio di bonifica Ugento li Foggi, di cui sono proprietari gli stessi, che, a sua volta, aveva assegnato questo compito allo stabilimento ex Ittica Ugento di cui sono ben note le traversie societarie. Fatto sta che, per una serie di ragioni, il fenomeno riappare. Come spiega Enzo Cairo, dell’Ufficio Ambiente del comune <<uno studio di sei/sette mesi approfondito venne effettuato nel 2002 dal professor Alberto Basset. La morìa dei pesci è dovuta ad asfissia ed avviene già a marzo, salvo aumentare nei periodi più caldi. A provocare questo sono le alghe, presenti in quattro specie, che si ingrossano in maniera abnorme a causa della presenza di sostanze varie nei bacini. Il fenomeno si chiama eutrofizzazione. Le alghe tolgono l’ossigeno ai pesci facendoli morire>>. <<Nei bacini –spiega il professore– si riversano scarichi di fogna nera delle civili abitazioni, discariche abusive, di anticrittogamici ed insetticidi che scendono dal terreno nei bacini quando piove e via dicendo. Sostanze che vengono assorbite dalle alghe. A questo aggiungiamo anche gli sbarramenti costruiti all’epoca dall’ex Ittica a nord e a sud dello stabilimento che in qualche modo alterano la regolazione dei bacini basati sul sistema delle maree. E così oggi ci troviamo di fronte ad un ecosistema collassato, praticamente morto, con l’acqua di colore bianco lattiginoso che sta a significare l’assenza di ossigeno>>. Il comune si è mosso con un’ordinanza destinata al Consorzio e all’ex Ittica (che dal 7 giugno scorso è in mano ai nuovi proprietari) e l’istituzione di un tavolo tecnico. Il Consorzio di Bonifica ha stanziato 23mila euro sotto forma di partita di giro sul denaro che il comune dovrà versare all’ente. Gli altri 17mila euro sono giunti dalla curatela dell’ex Ittica Ugento. Già le ditte specializzate per la pulizia e lo smaltimento sono intervenute per rendere almeno decente la situazione. <<Ma la competenza non è del comune>> <<Siamo intervenuti subito>>: lo chiarisce a lettere cubitali il sindaco di Ugento Eugenio Ozza. Il fenomeno della morìa di pesci non sarebbe <<stato trascurato, anzi ci siamo subito mossi da marzo con lettere e poi con l’ordinanza di maggio al Consorzio di Bonifica Ugento li Foggi ed ex Ittica Ugento per ottenere il denaro necessario alla pulizia e smaltimento che è stato già fatto>>. Ozza ribadisce che si tratta <<di un fenomeno che avviene ogni anno: altre volte siamo già intervenuti per restituire un aspetto decente e, in alcuni tratti, a Lido Marini e a Torre San Giovanni, abbiamo posto il divieto di balneazione. Il comune non ha competenza sui bacini che sono di proprietà del Consorzio di Bonifica. Conosciamo la situazione dell’ex Ittica, né possiamo prendercela con i nuovi proprietari arrivati da pochissimi giorni. Ci sono 40mila euro e, se qualcuno mi dice che il comune ha competenza, allora mi cospargerò il capo di cenere e reciterò il mea culpa>>. Ad ottobre dovrebbe partire un progetto per il quale, spiega Ozza <<il Consorzio di bonifica ha ottenuto un finanziamento di otto miliardi di vecchie lire e che prevede il drenaggio ed altri interventi>>. Puoi dire la tua nel forum |