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Da “Il nuovo quotidiano” 05/03/2006

Minacce e intimidazioni al “Tacco d’Italia”

Con questa pagina vorrei dimostrare la solidarietà all’amica dott. Maria Luisa Mastrogiovanni, direttore del mensile preso di mira. E’ una giornalista preparatissima, mi ha riferito che dal 9 marzo la vedremo sugli schermi dell’emittente locale L’ATV, dove porterà nei schermi i suoi servizi della carta stampata. Particolare merito, sottolineato dal sottoscritto, nell’indagine contro il gruppo “Mixer media” di Paolo Pagliaro, che detiene tante radio e le tv di RTS e Telerama.

 

Inquietante episodio ai danni de “Il Tacco d’Italia”, organo di informazione che ha sede nella centralissima piazza Diaz. Venerdì sera, infatti, alcuni sconosciuti hanno tentato di scardinare la porta posteriore della redazione, situata in vico Sant’Anna (una strada parallela a piazza Diaz), con l’intento di introdursi nei locali. Il tentativo non è riuscito, anche perché la porta è di quelle anti-effrazione ed ha retto alla pressione dello strumento che utilizzavano gli sconosciuti, probabilmente un piede di porco, ma l’episodio si somma ad altri simili che fanno pensare ad un tentativo di intimidire i giornalisti che lavorano al periodico.

Il direttore del mensile, Maria Luisa Mastrogiovanni, che ieri ha sporto denuncia contro ignoti presso la locale stazione dei carabinieri, infatti non crede a quello che, a prima vista, potrebbe sembrare un semplice tentativo di furto, anche perché nella piccola ma accogliente redazione non ci sono cose di valore, a parte due personal computer. Nella denuncia il direttore ha pure riferito di alcune telefonate di minacce, naturalmente anonime, giunte in redazione e forse da collegare ad una delle tante inchieste che il “Tacco” ha affrontato negli ultimi mesi.

Inoltre, c’è da registrare il taglio delle gomme dell’automobile di proprietà di un giornalista della redazione. Ce n’è abbastanza per far pensare ad un tentativo, o a più tentativi, di mettere a tacere una voce scomoda del panorama editoriale salentino. Il “Tacco d’Italia, un mensile che in questi giorni festeggia i due anni di attività, si è distinto fin dalla sua fondazione come un giornale di inchiesta e di denuncia, grazie al coraggio del suo direttore e dei giovani componenti della redazione. Anzi, è l’unico organo di stampa salentino che adotta regolarmente questa forma di giornalismo ormai in disuso.

L’inchiesta dell’ultimo numero, in edicola da alcuni giorni, riguarda il progetto di ampliamento e di ammodernamento della strada statale 275 Maglie-Leuca, progettata tre volte in vent’anni, ma ancora bloccata, e costata 201 milioni di euro con effetti devastanti sull’ambiente. Negli ultimi numeri il “Tacco” ha pubblicato, in 5 parti, la delicata inchiesta riguardante la cementificazione, in parte autorizzata, del parco naturale regionale di Riva di Ugento. Ha fatto scalpore, inoltre, l’inchiesta sul principale gruppo editoriale salentino.

 

Maria Luisa Mastrogiovanni, 36 anni, laurea in “Lettere Moderne” con specializzazione in Giornalismo alla “Cattolica” di Milano, svolge l’attività di giornalista da 12 anni. Oltre ad essere direttore de “Il Tacco d’Italia”, di cui è anche editore, è corrispondente del “Sole 24 Ore” (è l’unico da Bari in giù).

Come interpreti un tale atto vandalico?

“Nell’unico modo possibile: è chiaramente un gesto intimidatorio. La redazione del Tacco è nella piazza principale di Casarano, dove a pochi metri l’uno dall’altro ci sono negozi molto prestigiosi, ed esercizi commerciali di varia natura. Il Tacco è veramente la sede più ‘sobria’. A parte la carta, non v’è nulla da rubare”.

Confermi che ci sono stati altri episodi inquietanti a danno dei giornalisti?

“Si. Negli ultimi due mesi abbiamo ricevuto diverse telefonate anonime che ci ‘consigliavano’ di smetterla con le inchieste e ci hanno chiesto: ‘Che cosa credete di fare’? Ad una firma molto prestigiosa del mio giornale hanno tagliato, per due volte, le ruote di entrambe le macchine e distrutto il parabrezza con un oggetto contundente”.

Come pensate di difendervi?

“Continuando a fare il nostro lavoro con onestà intellettuale, senza lasciarci intimidire. La libertà di stampa e di parola è uno dei fondamenti della democrazia e il nostro è un lavoro “al servizio” del cittadino. Per questo lancio un appello a tutti i salentini e i casaranesi che sono per un’informazione senza bavagli affinché siano dalla nostra parte e ci facciano da scudo”.

Perché parli di bavaglio? Che cosa ha a che fare la censura con questo atto vandalico?

“La paura fa chiudere la bocca, porta ad autocensurarsi. Posso decidere di rischiare in prima persona, ma non posso in alcun modo mettere in pericolo chi mi è vicino. Il Tacco è piccolo, ma punge. Da due anni facciamo inchieste documentando e denunciando situazioni anche al di fuori della legalità. Forse cominciamo a dare fastidio a qualcuno”.

Hai idea di chi possa essere?

“Non so chi possa spingersi a tanto. Sono metodi mafiosi e non bisogna avere pudore nel pronunciare questa parola. Un conto è non essere d’accordo con ciò che scrive il giornale, un altro è essere mandante di un atto vandalico. Anche se sarei portata a legare tutti gli episodi ad un unico filo conduttore”.

 

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