
|
Dagli altri paesi |

|
Da “Il nuovo quotidiano” 19/09/2005 Blitz negli scavi archeologici reperti rubati o danneggiati Reperti archeologici rubati o scempiati in uno scavo a cielo aperto, in via Urso, a Ugento. E ora l’amministrazione si appella a chi ha visto o sentito qualcosa perché i responsabili vengano individuati e i reperti trafugati siano recuperati. L’episodio è avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Qualcuno ha sollevato, probabilmente con un puntello in ferro, il lastrone che copriva il ripostiglio funerario contenente i resti, quasi certamente di un infante. Il lastrone si è anche rotto, il ladri hanno preso quel che hanno potuto e nella fretta di andar via hanno lasciato sul posto una paletta rossa, probabilmente usata per scavare terriccio. Un grave danno per Ugento e per il patrimonio archeologico di questa terra: tra i rest portati via e le opere danneggiate ce n’è quanto basta per parlare di vero e proprio scempio. Gli studiosi impegnati negli scavi avevano già dichiarato di non aver mai visto una tomba del genere. Il contenuto di informazioni –oltre che elementi tangibili– era enorme. <<Questi avvenimenti generano danni imperdonabili per l’archeologia di Ugento>>, dice l’assessore comunale alla cultura Massimo Lecci che, a nome dell’amministrazione comunale, ha sollecitato i cittadini tutti a rendersi partecipi e a non sottovalutare tutte le scoperte che si stanno avendo negli ultimi periodi. <<Esprimo viva riprovazione –aggiunge– e invito tutta la cittadinanza a stare all’erta e vigilare, affinché si renda garante della salvaguardia del bene culturale in sé. Bisognerà attivarsi per fronteggiare l’aspetto degli scavi archeologici clandestini, che danneggiano i beni culturali e pregiudicano i lavori in corso di realizzazione. Bisogna creare una campagna di sensibilizzazione sociale per invitare tutti i cittadini a non passare indifferenti vicino agli scavi e a segnalare qualunque tipo di movimento sospetto>>. L’invito dell’amministrazione comunale è rivolto a chiunque abbia visto o sentito qualcosa nella notte tra sabato e domenica, nei dintorni di via Urso, perché denunci ogni sospetto ai carabinieri o allo stesso comune, che ne informerà subito gli investigatori. E dire che proprio in questo periodo l’amministrazione aveva espresso la volotnà di organizzare, d’intesa con la Società italiana per la protezione dei Beni Culturali, corsi per gli agenti di Polizia municipale, con l’obiettivo dichiarato di creare personale in grado di tutelare i reperti, di cui Ugento è ricca. Accanto a questo, il comune aveva auspicato un’intesa tra carabinieri, polizia e guardia di finanza per la vigilanza dei cantieri e degli scavi nelle ore notturne. <<Ma dobbiamo essere noi cittadini –conclude l’assessore– prima di tutti a tutelare i beni culturali, comprendendo che quello che c’è sotto i nostri piedi è la nostra storia>>. Commento E’ ovvio è un furto con cui sono smarrite notevoli informazioni archeologiche anche si i reperti non fossero stati rubati perché non sarebbero più in giacenza primaria. E’ evidente comunque che Ugento non possa andare avanti con contiui scavi di emergenza e che affronti il problema dell’archeologia urbana sulla base di tante altre città dall’enorme potenziale archeologico. Ottima l’idea del corso, giusto l’appello ai cittadini, ma la causa dell’insensibilità è degli archeologi stessi che eseguono lo scavo in quanto tralasciano una componente importante dell’archeologia, la “pubblic archeology”, cioè la diffusione dei dati e ipotesi attraverso conferenze, elaborati, volumi. Puoi dire la tua nel forum |