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Articoli tratti da “il nuovo quotidiano” 9-10/04/2005 2.500 anni, il ritorno del guerriero Il sottosuolo di Ugento continua a “sfornare” nuove soprese, o meglio, reperti storici e archeologici. L’ultimo ritrovamento della serie si è registrato nelle scorse ore anche in questo caso è stato scoperto per caso. Sono infatti in corso i lavori per la realizzazione della rete del metano in paese, in particolare in queste ore le squadre di operai stanno lavorando con le ruspe sulla vecchia strada che conduce verso la frazione di Gemini, all’altezza della chiesa della Madonna del Curato. Nel corso dell’operazione di scavo, gli operai della ditta incaricata della metanizzazione hanno trovato la tomba di un antico guerriero. Risale, almeno secondo quel che avrebbe stabilito una prima e approssimativa valutazione, al quarto secolo avanti Cristo. Nella tomba, ottimamente conservata, oltre ai resti umani c’erano anche un elmetto e una cintura in bronzo, quattro vasi e un piatto di creta. Chi ha potuto ammirare da vicino la sepoltura, ne è rimasto colpito per la bellezza. Ovviamente, l’area dove è avvenuto il ritrovamento è stata immediatamente recintata, e i lavori per la metanizzazione sono stati sospesi. Nello stesso tempo è stata informata la Soprintendenza che ha affidato quanto scoperto all’analisi degli esperti collaboratori Doris Ria e Paolo Schiavano. Ugento, si conferma, quindi, un centro che è fucina di testimonianze messapiche che ne arricchiscono il patrimonio culturale e artistico, già di rilevante importanza. L’assessore alla cultura Massimo Lecci attende di avere ulteriori notizie sul ritrovamento:<<sono necessari maggiori studi –dice– per capire esattamente a che epoca risalga effettivamente la tomba ritrovata>>. L’elmo e il cinturone erano di un nobile Dodici elementi del corredo funerario, tra cui un elmo e un cinturone di bronzo, fanno ipotizzare che la tomba ritrovata l’altro ieri a Ugento in via Peri, nel corso dei lavori per la metanizzazione, appartenga ad un guerriero della Messapia. I resti risalirebbero alla fine del IV secolo-inizi del III avanti Cristo. La sepoltura è a cassa di lastroni assettati, lunga 2,20 metri e larga un metro. Il corpo era stato poggiato sulla terra vergine. I resti sono malconservati e scarsi, più corposo il ritrovamento dei reperti. Come spiega la dottoressa Daniela Tanzella, della Soprintendenza archeologica:<<la tomba è una testimonianza che attesta la presenza di un’area di necropoli all’interno della cinta muraria messapica. Forse era un guerriero, comunque una persona adulta di un clan sociale aristocratico e ricco. Abbiamo rinvenuto un piatto, uno strigile in bronzo, una lucerna, una coppa, un piatto con immagini a stampo, un clateristos e una pelika. C’era anche un elmo di terracotta, quindi un elementi rituale>>. Nella tomba è stato possibile recuperare anche un phiale ombelicale e un cinturone in bronzo. <<Abbiamo lavorato fino a mezzanotte –racconta Tanzella– e questo è davvero molto bello. La sinergia tra gli enti è forte e produttiva e di questo ringrazio il gruppo di lavoro, l’assessore Lecci e il direttore del museo Walter Zecca. In precedenza, altre tombe erano state scoperte, anche in via Peri, in seguito ai lavori per la realizzazione della fognatura nera. <<Le tombe precedenti appartenevano a persone comuni, del popolo. Quella trovata l’altro ieri, invece, è diversa proprio per il ceto sociale di appartenenza del defunto e quindi più ricca di reperti di valore>>. Puoi dire la tua nel Forum |